I
siti di interesse turistico nel territorio di Cornate d'Adda sono legati
a filo doppio alla pre senza del fiume che, oltre ad avere influenzato
in modo evidente i toponimi, ha condizionato gli insediamenti umani
nel corso del tempo.
Detto delle ville patrizie disseminate nelle frazio ni (Villa Biffi
Sormani a Cornate, Villa Sandroni con il suo parco pubblico a Colnago
e Villa Monzini a Porto, nonché la zona di Villa Paradiso) bisogna però
riconoscere che l'attrattiva maggiore é costituita dalle magnifiche
centrali idroelettriche "Bertini" ed "Esterle", gestite dalla Società
Edison S.p.A.. Le due centrali sono ovviamente poste sulla sponda destra
dell'Adda, lungo l'alzaia, per sfruttare il naturale movimento delle
acque. La Bertini, attivata nel 1898 tramite una derivazione presa all'altezza
della prima conca del Naviglio di Paderno, rappresenta un prezioso repertorio
di ricerca stilistica fra richiami neo-classicheggianti e citazioni
decorative desunte dalla tradizione locale; per le sue particolarità
costruttive fu a lungo annoverata fra le prime in Europa.
In occasione del centenario ha inoltre goduto di un "restyling" che
ha di fatto permesso di risco prirne la bellezza un po' austera e quella
magni fica, ormai in troppe occasioni perduta, capacità di coniugare
le necessità funzionali di un edificio con la bellezza estetica.
Un'idea di "tecnologia poetica" che accompagnò il sorgere della civiltà
industriale e che oggi si può ammirare solamente durante i tragitti
di archeologia industriale di cui il medio corso dell'Adda é probabilmente
uno degli esempi più clamorosi in Italia e nel mondo.
Seguendo il canale di restituzione delle acque si raggiunge, a poco
più di un chilometro verso sud, la centrale elettrica Esterle, funzionante
dal 1914 in parallelo con la Bertini. Anche in questo secondo caso l'applicazione
del tema neoclassico é tale da dissimulare la reale funzione dell'edifi
cio, che si avvicina al carattere di una residenza signorile di stile
liberty.
Peraltro quello che può essere definito il "percorso dell'energia elettrica"
non si limita al territorio di Cornate, ma va esteso fino a comprendere
almeno i Comuni di Paderno d'Adda e di Trezzo. E' qui infatti, a pochi
chilometri da Cornate, che si trovano due tra i maggiori esempi di quella
civiltà industriale di cui dicevamo sopra: a nord le prese dei canali
sull'Adda che alimentano le centrali Bertini ed Esterle, in prossimità
del magnifico ponte in ferro (costruito verso la fine dell'ottocento)
che unisce la sponda milanese a quella bergamasca, e a sud la centrale
Taccani che con la sua imponenza forma un complesso inscindibile con
il Castello e con il villaggio di Crespi d'Adda, un sito che è stato
recentemente dichiarato patrimonio mondiale dall'UNESCO e che risulta
come uno degli insediamenti operai di inizio novecento meglio conservati
d'Europa.
Non
si possono dimenticare, a fianco degli insediamenti industriali, i luoghi
che ricordano la presenza di una civiltà contadina che per lungo tempo
é stata l'attività predominante della zona: é quindi obbligatorio citare
alcune cascine che si rifanno alla tipica architettura rurale lombarda.
Loggiati, portici, ballatoi, pozzi, scale in legno, camini dalle forme
curiose: tutti elementi che si ritrovano ancora, spesso ben conservati
quando non addirittura ristrutturati, nella Cascina Fugazza, nella Cascina
Pozzona o nella Curt di Sa'natt, nella Curt del Gugia o nella Cascina
Borina. Impossibile nominarle tutte, ciascuna immersa dentro le proprie
peculiarità costruttive, nei propri linguaggi che mescolano i dialetti
e lasciano quasi sdrucciolare le parole fino a renderle differenti a
distanza di poche centinaia di metri. Sia chiaro: non parliamo di centrali
idroelettriche, di villaggi operai o di cascine per coprire il vuoto
di maestose opere d'arte o di cattedrali indimenticabili.
Vogliamo semplicemente sottolineare il fatto che il turismo non può
limitarsi all'affollata rincorsa verso la mostra del momento o alla
città d'arte, ma significa anche riscoperta delle radici dei popoli,
della loro cultura materiale, della storia che si fa attraverso un campo
coltivato o una turbina che mugghia spinta dai vortici.
Proprio al centro dell'abitato di Colnago, in via Castello, si erge
poi la Torre, un imponente qua- drilatero che spicca tra una cornice
di edifici nuovi come un elemento estraneo, quasi calato da una mano
gigantesca. In effetti la prima impressione è che la torre sia stata
rubata di peso ad un castello, e che ora le manchi la prote- zione delle
mura amiche. Alcune testimonianze storiche sono peraltro propense ad
affermare che una fortificazione fosse davvero presente nel territorio
comunale, ma gli scarsi resti rinvenuti costringono a pensare quest'eventualità
come una semplice ipotesi.
Un restauro della torre é stato eseguito negli scorsi anni a cura di
uno studio privato, ed ora il piano terreno dalla struttura é adibito
all'esposi- zione di mostre artistiche o viene utilizzato come sede
di concerti di musiche antiche.